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La realta' brasiliana

Il Brasile è il quarto produttore mondiale di alimenti, ed è il sesto in sottoalimentazione.

Da una parte abbiamo i dati sulla fame e la sottoalimentazione

Quanto alla differenza nel determinare il numero degli affamati, nell’ articolo pubblicato sulla rivista “Conjuntura Econômica” intitolato “Os números da Miséria” ( gennaio 2005), Marcelo Neri, capo del Centro di Politiche Sociali (CPS) dell’Istituto Brasiliano di Economia (IBRE) della Fondazione Getulio Vargas (FGV) informa che “il calcolo dei concetti come fame, povertà e indigenza, come tutta la letteratura del benessere sociale, dipende da giudizi di valore impliciti nella scelta metodologica adottata”

Gli istituti di ricerche economiche , come l’IPEA (Istituto di ricerca economica applicata) e FGV (Fondazione Getulio Vargas) in Brasile , Banca Mondiale e CEPAL (Commissione Economica per l’America Latina e Caraibi) creano livelli che indicano il numero di persone che non possiedono reddito sufficiente per garantire le loro necessità basiche -- fra cui l’alimentazione. Comunque,”le definizioni della linea della povertá, indigenza, (e perció i risultati del numero e la percentuale dei poveri e degli indigenti ) coinvolgono un grado ragionevole di arbitrarietá. Ogni istituzione o ricercatore utilizza la línea che preferisce o quella che gli possa sembrare piu adatta. É per questo che spesso ci sono grandi polemiche sul “vero” numero di poveri e indigenti”. ( IPEA2002).

Generalmente, si considera sotto la soglia di povertá la famiglia il cui reddito non è sufficiente per coprire le spese di alimentazione, abitazione, trasporto e vestiario, e sotto la soglia di miseria quelli il cui reddito non copre nemmeno le spese di alimentazione.

Tutti i dati presentati si trovano nel Atlas dello Sviluppo umano in Brasile. Questo software utilizza indicatori risultanti direttamente dai censimenti demografici del 1991 e 2000.dell’IBFGE. L’Atlas è un programma che si trova nel sito dell’IPEA, che può essere scaricato.

L’Atlas considera “indigente” la persona con un reddito pro capite sotto i 37.75 Reais ( ¼ del salario minimo vigente nell’agosto 2000); “povero” la persona con un reddito pro capite sotto i 75.50 Reais (1/2 salario mínimo vigente nell’agosto del 2000.)

Con i dati dell’anno 2000, lo stesso Atlas informa che la percentuale delle persone con reddito sotto i 75.50 Reais in Brasile era del 32.75% (55.609.228 persone su un totale di 169.799.170 nel 2000). Sempre nel 2000, la percentuale delle persone con reddito pro capite sotto 3t 7.75 Reais era il 16.32% (27.711.244 persone). Il 30% dei bambini brasiliani sono denutriti; cioè sono in pericolo di vita, e hanno il loro pieno sviluppo compromesso. (fonte IPEA 1999.)

I dati sullo spreco

Su ogni 100 cassette di alimenti prodotti, appena 39 arrivano sulla tavola del consumatore. I supermercati perdono il 2,52% del loro fatturato, il che equivale a quasi 2 miliardi di Reais. Ogni giorno 39.000 tonnellate di alimenti vengono buttati via. Questo sarebbe sufficiente per alimentare 19 milioni di persone con prima colazione, pranzo, e cena. 60% dei rifiuti della cittá di S.Paulo è organico; si tratta cioé di resti di alimenti.
Fonte: Edizione speciale della rivista “Superinteressante” edita nel 2002. e dell’ Istituto “Ricicla Milioni di Vite”.


Dati sulla fame, sugli sprechi e sulla denutrizione
La realta’ brasiliana
Altri dati sugli sprechi e sulle loro conseguenze
Altri dati sulla fame e le sue conseguenze
Conclusione
Cosa e’ la fame, la subnutrizione e la denutrizione

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